Le schede di approfondimento

  1. Salve, vi racconto una storia... la storia di come nascono i «Cacciatori di bonus» e di come questa tecnica sia oggi una delle poche in grado di garantire una rendita con continuità.


    Prima di tutto, però, dobbiamo fare 2 precisazioni importanti: non è una «sure wins» nel senso che comunemente gli si accredita e diffidate da chi vi racconta che «soltanto» giocando alle Scommesse Sportive sui Bookmaker è possibile vincere per un lasso di tempo tale da poter dire: «vivo di scommesse».
    Se non siamo d’accordo su questi due punti, vi invito caldamente a non leggere questa storia perché, oltre a non piacervi non farà che causarvi ulteriori danni.

    Se siamo d’accordo su questi due punti, insieme possiamo costruire un modello avvincente che poggia su solide basi matematiche e probabilistiche e che si fonda su due considerazioni che oggi non sono smentibili: «I Bookmaker propongono il prodotto scommesse in 2 modi: attraverso una catena del valore e cioè distributori, subdistributori e affiliatori (b2b) e direttamente ai giocatori concedendo Bonus di Benvenuto, Bonus speciali di riattivazione conto e Fidelity di ogni genere e tipo.»
  2. Ogni lavoro richiede degli strumenti e occupa del tempo. L’esatta informazione sul tipo di strumenti necessari e sulla modulabilità del tempo necessario rispetto all’obiettivo, è il primo passo per procedere con successo.


    Il «cacciatore di Bonus» conosce e si muove abilmente nel mondo del Betting Exchange, ha una preparazione di base su quote, probabilità, significato dei segni che gioca, andamento delle quote nel live più che buono.

    Oltre a ciò, è certamente un personaggio che in passato ha sentito parlare di arbitraggi e quindi di PUNTA E BANCA e ha un punto di riferimento importante: l’allibramento delle quote da parte del bookmaker. Un file excel o un software sono lo strumento indispensabile ma pensare di «risolvere» solo con questo è come immaginare di chiamare «ricercatore» una persona solo perché possiede un microscopio, per far riferimento agli stereotipi più diffusi.

    C’è quindi la necessità di arrivare a «cacciatori di bonus» con un minimo di preparazione.
  3. “...Vuoi allora tediarci con formule e lunghi trattati sulla quota, sull’exchange, sulle probabilità?”


    “Non ci penso proprio, tutto il necessario per avere gli strumenti idonei è nella sezione della Scuola di Betting. Se vuoi procedere puoi farlo anche solo per curiosità, potrai sempre approfondire gli argomenti se lo riterrai opportuno”.

    I manuali sono noiosi e, in fondo, abbiamo smesso di studiare anni or sono e non sempre abbiamo voglia di tornare sui libri. Nel corso degli anni ho imparato che RACCONTARE UNA STORIA è il modo migliore e più veloce per catturare l’attenzione: se poi la storia piace, l’approfondimento verrà per induzione e sarà un piacere: conoscenza e curiosità viaggiano sempre insieme.

    In 16 anni di lavoro nel mondo dell’online gaming ho imparato soprattutto una cosa: Il bookmaker, come qualunque altro soggetto economico, vuole vendere il proprio prodotto e per far questo si serve di collaboratori, distributori, affiliatori e fa pubblicità e, sempre più spesso, offre una serie di facilitazioni ai giocatori in modo che possano provare e apprezzare il prodotto che intende vendergli. Per far questo, mette in preventivo dei costi, lascia qualcosa sul campo.
  4. La trappola del Cacciatore: pensare al bookmaker come il nemico e la cronica mancanza di rispetto che viene dallo stereotipo imposto dal gioco stesso: giocatore contro banco.


    Se a Carnevale vogliamo mascherarci, scegliamo un personaggio e cerchiamo il più possibile di assomigliarci. Se tuttavia conserviamo un’immagine sbagliata del personaggio, non avremo successo nel nostro intento. Questo è tanto più vero se anche coloro che ci vedranno travestiti avranno un’idea sbagliata della maschera che stiamo imitando.

    I bookmaker studiano le proprie difese sin da quando nascono: già nella culla della start-up si attrezzano con l’ufficio rischio e sviluppano strumenti evolutissimi per difendersi.

    Dall’altro lato, in un gioco della parti condiviso e finanche onesto, I giocatori si attrezzano per battere il bookmaker e lo fanno con ogni mezzo lecito (a volte anche non lecito !!!).
    La maschera che vogliamo interpretare non è questa ! Il nostro “cacciatore di bonus” non risponde e non gioca a quel gioco delle parti: il nostro “cacciatore” è sempre dalla parte del bookmaker perchè un bookmaker felice delle nostre puntate è un bookmaker che ci farà guadagnare per tanto tanto tempo: un bookmaker contento è una fonte di reciproca soddisfazione.
  5. “...Si vabbè…però dacci una prova!”


    Beh certo, noi non ci conosciamo e di cialtroni in giro ce ne sono parecchi. E’ per questo che nella Scheda numero 1 ci ho tenuto a dirvi che questa non è una “sure wins” e che a puntare sui bookmaker, alla lunga, non si vince mai! In questo modo ci siamo già conosciuti un pò meglio. Questa tecnica non è a rischio zero e richiede molta applicazione: tuttavia, ha un rendimento così elevato da consentirmi di dire che tiene il concetto che ALLA LUNGA PAGA MATEMATICAMENTE.

    Quindi a puntare sul bookmaker con una tecnica adeguata si vince? NOOO, non ho detto questo.

    Se noi però riusciamo a far entrare nel modello i vantaggi offerti dai bonus dei bookmaker o entriamo nella catena del valore del bookmaker quando distribuisce il prodotto, ALLORA ci conquistiamo il vantaggio matematico purchè riusciamo a rimanere dentro il bookmaker, tradotto: “a non farci cacciare via”. Ok, ma ‘sta prova arriva o no? Eccola, e ve lo dico prima: è la PREISTORIA dei cacciatori di bonus, è STORIA ed è un punto di partenza non certo di arrivo (oggi è anacronistica e inadeguata ma se non capisci questa, è inutile che tu legga le schede successive).
  6. C’era una volta la Ricarica del conto di gioco


    Nell’oramai lontano 2003 il gioco telematico in Italia era agli albori anzi, ad essere sincero, quasi non esisteva. Un nuovo bookmaker si affacciava da pioniere in questo segmento di mercato ed era convinto che in molte zone d’Italia, all’epoca scarsamente coperte da Agenzie di Scommesse classiche, qualcuno avrebbe gradito poter scommettere al telefono. Semplificando molto la narrazione, la sua idea era che ATTRAVERSO UNA RICARICA DEL CONTO DI GIOCO Telematico, un giocatore potesse evitare di recarsi in agenzia e spendere il proprio credito dettando la sua scommessa per telefono.

    Girò in lungo e in largo per trovare un distributore nazionale di ricariche ma nessuno credeva molto alla sua idea ed inoltre il costo della distribuzione era molto, troppo alto. Fortuna volle che ci incontrammo e che io fossi il responsabile vendite di uno di questi distributori di ricariche (quelli che distribuivano in tutta Italia le ricariche Tim e Omnitel per intenderci). Da curioso e ottimista quale sono, gli diedi credito e riuscii anche ad essere parte attiva nel fargli cambiare idea: era meglio un sito di gioco che un call center telefonico!!!

    Nacque allora questo nuovo sito di gioco dove il credito si acquistava con ricarica dal tabaccaio o in edicola o al bar.
  7. “...Questo non dimostra niente, ci stai facendo perdere tempo?”


    Lasciatemi anche Il gusto dell’antefatto, in fondo vi avevo promesso una storia e non un manuale e poi, diversamente, non mi diverto. Ti assicuro che non rimarrai deluso! (il mio amico Riccardo dice che devo decidere se parlare in terza persona singolare o plurale ma anche in questo caso, a me piace così e credo che si capisca lo stesso).

    Grazie all’imponente campagna pubblicitaria e al prodotto innovativo che questo bookmaker proponeva, vendemmo inizialmente quasi 2 milioni di euro di ricariche scommesse (il sito aveva solo le scommesse sportive all’epoca).
    Il bookmaker era sostanzialmente contento del risultato ma ancora non pienamente soddisfatto della capillarità della distribuzione: in alcune città I tabaccai non avevano la carta scommesse e l’obiettivo era quello di arrivare ovunque.
    Lo sapete meglio di me ma repetita iuvant: l’offerta arriva dove c’è domanda sufficiente e noi non potevano spedire 20€ di carte scommesse senza incidere con costi di distribuzione insostenibili.
    Avevamo un problema
  8. Orlando


    Nel frattempo, per via del lavoro che facevo, avevo conosciuto un personaggio che meriterebbe un libro a parte: “L’incredibile Orlando” un distributore locale di ricariche telefoniche che in un passato che non ho mai voluto sapere quanto remoto, aveva fatto di mestiere il “BANCO”, insomma aveva avuto uno di quei vecchi “picchetti” che facevano concorrenza al Totocalcio.

    Orlando non sapeva neanche usare il PC, si era trovato questa nuova occupazione quando il “picchetto” era finito, a sentire lui per “colpa” di tutte quelle agenzie regolari che avevano aperto.

    Ogni volta che veniva in ufficio a ritirare le carte telefoniche, mi continuava a dire di guardare un sito inglese che secondo lui si era inventato una cosa “fichissima” però non si ricordava mai come si chiamava: avevo soltanto capito che su quel sito si poteva fare una “specie di picchetto”. Poichè a me importava praticamente nulla, non avevo mai approfondito seppure, con grande educazione, avevo sempre promesso di darci uno sguardo.

    Adesso però, avevamo quel problema... e quel problema faceva scopa con un’altra informazione della quale, invece, avevo piena consapevolezza: l’aggio di distribuzione sulle ricariche scommesse era del 15%, la ricarica arrivava al tabaccaio con l’8% di aggio e il restante 7% si ramificava tra distributore nazionale, grossista locale, agente di zona: una catena del valore, dunque, una catena commerciale per la vendita delle carte telefoniche che “trasportava” anche le prime ricariche per il conto di gioco.

  9. Qualcuno ha già capito...


    Avrei un migliaio di aneddoti da raccontare ma non posso dilungarmi perchè molti di voi hanno già capito e salterebbero subito alla scheda 24 o giù di lì. Se voi foste stati il tabaccaio, avreste percepito il vantaggio di ricaricare il conto di gioco con lo sconto dell’8%? A maggior ragione, se foste stati il grossista avreste percepito il vantaggio di caricare il conto di gioco con lo sconto del 10% o più? NO, non nei termini che vorrei raccontarvi.
    A quel punto, però, il racconto di ORLANDO mi risuonava assordante nella testa: “Orlando ma ‘sto benedetto sito inglese non è che ti ricordi come si chiama ?”
    Felice che per la prima volta lo avessi preso seriamente in considerazione, fece un paio di telefonate e finalmente mi rivelò: “betfair.com” !!!
    All’epoca non c’erano divieti, I siti non erano oscurati e, addirittura, non esisteva in Italia una vera e propria “licenza” per il gioco online che era una semplice estensione della licenza di Agenzia.

    I professionisti del betting conoscevano già molti siti internazionali di scommesse molto più evoluti dei nostri e già leader mondiali del betting ma, francamente, in Italia la grande massa ne ignorava finanche l’esistenza, come me d’altronde.
  10. Il primo arbitraggio.


    Adesso non è che volete che vi spieghi l’exchange vero? Si era detto che chi vuole approfondire può andare nella pagine della scuola di betting. Farò solo un esempio per consentire a tutti di continuare a seguire la narrazione per capire dove arriva ma se volete la TECNICA dovete sapere BENE cos’è l’exchange.

    Betfair.com era ed è tutt'oggi un sito di Betting Exchange. Se prendiamo una partita di Serie A e prendiamo il segno 1X2, sul sito di exchange troveremo due quote: una per puntare il segno 1 e una per bancare il segno 1. Allo stesso modo, sarà così per il segno X e per il segno 2.

    Nell’exchange si incontrano domanda e offerta tra privati possessori di un conto di gioco che vogliono rispettivamente PUNTARE un evento o ACCETTARE la puntata di qualcuno su quell’evento.
    Quando vado su un bookmaker e so che posso puntare fino a 250€ sul segno 1 dell’Inter contro la Juventus, dall’altra parte c’è chi PRENDE questa giocata e paga qualora dovessi vincerla.
    Nell’exchange, il ruolo del bookmaker è preso da un privato che garantisce che pagherà quella scommessa se dovesse realizzarsi e cioè se l’Inter dovesse vincere con la Juventus e quindi se dovesse uscire il segno 1. Quanto paga? Semplice, paga l’importo che ho giocato alla quota a cui l’ho giocato.

    Per cui, se il segno 1 dell’INTER fosse “offerto” a quota 2,50, puntando 100€ dovrei vincerne 250€ ma il termine è sbagliato: in realtà ne vinco 150 perchè 100 erano I miei.
    Ne segue che chi PRENDE LA SCOMMESSA (bancatore) paga:

    IMPORTO ACCETTATO * (quota-1)
    Nel caso del segno 1 dell’Inter paga quindi:
    100€ * (2,5-1) = 100€ * 1,5 = 150€
    Perchè un privato dovrebbe fare una cosa così strana? Semplice, perchè è convinto che l’Inter non vinca con la Juventus. E cosa ci guadagna ? Semplice, si prende I miei 100€

    E tutto questo che c’entra con le Ricariche del conto di gioco?
    C’entra eccome. Facciamo finalmente insieme il primo e più preistorico arbitraggio della nostra avventura. Se colui che punta e banca fosse la stessa persona?
    “Beh, sarebbe uno scemo !” mi dice il qui presente Riccardo, amico di mille avventure ma non esperto di arbitraggi.
    Invece no e vediamo perchè:
    se vado sul sito del bookmaker e punto 100€ a quota 2,50 sul segno 1 dell’Inter contro la Juventus e poi vado sul sito di Exchange e banco il segno 1 dell’Inter contro la Juventus a quota 2,50 copro in realtà tutti i segni: sul bookmaker spero che l’Inter vinca ed esca segno 1 e sul sito di Exchange banco il segno 1 quindi perdo se esce il segno 1.

    Adesso ricordiamoci che i 100€ di giocata sul bookmaker mi sono in effetti costati 90€ perché sono in possesso di una ricarica del conto di gioco su cui avevo il 10% di sconto.

    Ecco quindi i nuovi calcoli del mio primo arbitraggio:
    ESCE SEGNO 1:
    Bookmaker: 100* (2,5-1) = 150€ di vincita netta
    Exchange: 100 * (2,5-1) = -150€ di perdita netta
    Ora aggiungo il risparmio di 10€ sulla ricarica e ottengo:
    UTILE NETTO: + 10€ indipendentemente dal segno di Inter-Juventus.
  11. I problemi della Paleontologia… La differenza di quota.


    Evviva, evviva ho guadagnato 10€ con pochissimo sforzo. Questo era vero nel 2003!
    Prendiamo gli elementi utili dell’esempio illustrato nella Scheda n.10 e identifichiamo le criticità.

    La prima discriminante è che le quote del BOOKMAKER in modalità PUNTA sono più basse delle quote di BANCA del sito di Exchange.

    Perché?
    Perché il primo ha un allibramento superiore a 100 ed il secondo ha un allibramento leggermente inferiore a 100.
    Che significa ? Significa che, nel caso dell’Inter segno 1 avremmo potuto puntare a 2,42 e avremmo dovuto bancare a 2,50.
    Che cos’è l’allibramento ? Vai alla scheda 110 della Scuola di Betting.

    Questo problema c’era anche all’epoca dei primi arbitraggi italiani.
    La soluzione era abbastanza semplice, per trovare un importo di punta e uno di banca che monetizzasse l’aggio sulla ricarica era sufficiente applicare la seguente formula:

    [IMPORTO PUNTATO * Quota Punta] / [Quota Banca]
    Nel caso in questione:
    [100*2,42] / [2,50] = 96,80€
    Volevo puntare 100€ sul Bookmaker dove ho lo sconto sulla ricarica e quindi DEVO bancare lo stesso segno sull’exchange per 96,80€
    Vediamo cosa accade:
    ESCE SEGNO 1:
    BOOKMAKER: 100 * (2,42-1) = 142€€
    Exchange: 96,80 * (2,5-1) = 145,2€
    CONTEGGI SEGNO 1: + 142,00 – 145,2 + 10€ di sconto = 6,8€
    NON ESCE SEGNO 1:
    BOOKMAKER: -100€ persi
    EXCHANGE: +96,80€ vinti
    CONTEGGI SEGNO X2: -100 + 96,80 + 10€ di sconto = 6,8€
    Ci siamo mangiati una parte di aggio sulla ricarica: era 10€ ma siccome la quota in punta è generalmente più bassa della quota in banca, dobbiamo bancare un po’ meno e mangiarci un pezzo di aggio.
  12. ...I problemi della Paleontologia... la commissione dell’Exchange


    Vabbè ma 6,80€ su una giocata facile facile, in singola, sul bookmaker sono comunque un bel risultato considerando che sono “sicuri”!!!
    Dobbiamo sapere che l’exchange mette di fronte giocatori che puntano e bancano tra loro e che per far questo richiede una commissione che è sempre sull’importo vinto.
    Per questo, quando sull’exchange vinciamo una scommessa dobbiamo pagare una commissione sulla vincita: questa varia dal 5% sino a quasi zero a seconda del volume di vincite che effettuiamo in un certo periodo di tempo.

    Nei conteggi precedenti, vincevo sul sito di Exchange quando non usciva il segno 1 avendo io scelto di bancare questo segno.

    NON ESCE SEGNO 1:
    BOOKMAKER: -100€ persi
    EXCHANGE: +96,80€ vinti
    CONTEGGI SEGNO X2: -100 + 96,80 + 10€ di sconto = 6,8€
    Devo quindi correggere i conteggi nel modo seguente:
    CONTEGGI SEGNO X2: -100 + 96,80 – (96,80*3,00%) + 10€ di sconto =
    -100 + 96,80 – 2,904 + 10 = 3,896

    La nostra formula dovrà includere la commissione dell’Exchange. Quest’ultima sarà tanto più importante quanto più alto sarà l’importo di banca.

    Non vi interessa ? Vi interesserà quando dagli arbitraggi in singola passeremo agli inevitabili arbitraggi in multipla.
  13. I problemi della Paleontologia...l’anomalo comportamento del giocatore!


    In questo primo esempio di arbitraggio preistorico, abbiamo dimostrato che è possibile intercettare la catena del valore del bookmaker o una promozione bonus per effettuare una SURE WINS. Il caso specifico, porta il giocatore a mostrare un atteggiamento anomalo: infatti, per ottenere l’aggio dalla ricarica, DEVE giocare esattamente l’importo caricato.

    Se caricherà il conto di gioco con 10 ricariche da 100€ sulle quali ha uno sconto del 10%, per ottenere il massimo vantaggio dovrà giocare esattamente 100€ X 10 ricariche = 1.000€.

    Tradotto: le giocate con aggio sono al massimo pari a 1.000€.

    Qualora una o più tra queste giocate dovesse risultare vincente, sull’importo vinto e quindi depositato sul conto di gioco, non riceverebbe nessun vantaggio.

    Il cacciatore di bonus preistorici, caricava 1.000€, giocava esattamente per 1.000€, PRELEVAVA eventuali importi vinti e, immediatamente dopo, RICARICAVA per ottenere di nuovo il proprio aggio sulla ricarica.

    Comportamento Anomalo: CARICA QUANTO GIOCA E POI PRELEVA

    Un altro comportamento anomalo agli occhi del bookmaker è che il cacciatore di bonus preistorici, STA GIOCANDO SOLTANTO IN SINGOLA.
    Il modo più semplice di monetizzare il proprio aggio.
    Il Bookmaker si trova di fronte ad un estratto conto del giocatore/cacciatore che più o meno è fatto così:
    data 01/01/2003 Ricarica 100€
    data 01/01/2003 Giocata da 100€
    data 01/01/2003 Prelievo (se la giocata è stata vincente)
    data 01/01/2003 PRELIEVO integrale del saldo del conto
    data 01/01/2003 RICARICA 100€

    Nel corso degli anni, i bookmaker hanno imparato a riconoscere le giocate speculative.
    Oggi, non esistono più gli aggi sulle ricariche di gioco ma anche qualora esistessero, nessun bookmaker vi lascerebbe mai giocare in questo modo.
    Delusi? Vabbè ragazzi, non potete pensare di vincere il premio nobel per la scienza portando l’invenzione della ruota o con la scoperto del fuoco!!! Ve l’avevo detto che era un sistema preistorico.
    Ricordiamoci però che quello che sanno fare in pochi è un patrimonio importante e, di nuovo, ricordate che il bookmaker è il soggetto da difendere e mai quello da spellare.
  14. Dai trogloditi dell’arbitraggio al Club degli Invincibili!


    Ben presto la conoscenza del meccanismo di arbitraggio in singola utilizzando l’aggio sulla ricarica portò allo sviluppo di primordiali sistemi di difesa contro quella che veniva definita, giustamente, attività di speculazione. Venne istituito un limite mensile all’utilizzo delle ricariche e la chiusura o la limitazione degli importi di giocata sui conti che presentavano un numero di singole anomalo.
    Era però oramai passato un concetto: esisteva ed esiste un AGGIO sulla distribuzione del prodotto scommesse sportive che tecniche evolute e filosofie di gioco sane possono intercettare.

    Il popolo di quelli che chiamavo e chiamo tuttora “trogloditi” dell’arbitraggio si estinse quasi istantaneamente ma i professionisti del gioco c’erano prima e ci sono ancora oggi.
    Laddove esiste gioco legale, un bookmaker e un exchange italiano è possibile intercettare ogni forma di agevolazione concessa dai bookmaker per incrementare il numero di utenti o i volumi di gioco.

    Quella che prima era soltanto una banale formula divenne, col tempo, un sistema evoluto fatto non solo di formule ma di tecniche di gioco che presuppone una specifica conoscenza dei tanti elementi che intorno al gioco delle scommesse sportive ruotano.

    Ho promesso di non tediarvi con formule o tecniche sofisticate ma è importante che sappiate che i pochi che sono sopravvissuti all’ergersi delle difese degli uffici rischio dei bookmaker sono oggi parte di quello che viene definito “Club degli Invincibili” coloro che gestiscono al meglio il proprio Bankroll e riescono a trasformare la perdita inevitabile che si ha nel lungo periodo giocando sui siti di scommesse-, in utile portando all’interno del modello un modo sano di sfruttare i bonus concessi.
  15. Pensa come loro, gioca come piacerebbe al bookmaker


    I meccanismi di controllo del rischio non si concentrano solo sull’esposizione corretta delle quote di un evento. Gran parte del lavoro di un ufficio rischio di un bookmaker si concretizza nella corretta gestione della customer base dei giocatori.

    Oggi, la produzione di quote sulle migliaia di eventi che ogni giorno affollano i palinsesti dei siti di scommesse sportive è stata internazionalizzata: esistono veri e propri colossi che forniscono flussi di dati e il controllo delle quote è estremamente preciso.

    Coloro che in passato cercavano le cosiddette quote sbagliate fanno vita magra. I bookmaker comprano le quote e poi le declinano con i propri allibramenti intervenendo con il proprio ufficio rischio per piccole personalizzazioni.

    Il lavoro importante lo fanno nell’analisi delle giocate e nell’analisi della qualità dei giocatori che si sono iscritti e che giocano regolarmente su quel sito.
    Quello che interessa a noi è comprendere quali siano i meccanismi di difesa del bookmaker non per aggirarli ma per proporre una giocata che sia all’interno dei parametri attesi.
    In qualunque gioco, in un periodo sufficientemente lungo, il giocatore perde e il banco vince.
    Il sistema è calibrato perché ciò accada e a nulla valgano le eccezioni portate dei “finti” maghi del Web: è chiaro che qualcuno vince ma bisogna vedere in che arco di tempo e con quanta continuità ed è altrettanto possibile che un giocatore vinca, anche molto, decida poi di chiudere il conto di gioco e non tornare mai più: complimenti a questo giocatore ma la realtà è ben diversa. Il “cacciatore di bonus” può perdere per settimane intere senza modificare il proprio atteggiamento così come può vincere per settimane senza variare la tipologia di gioco.
    Il”cacciatore di bonus” non TILTA MAI!!! Il TILT, ben noto ai giocatori di Poker e ben spiegato dalle molte scuole di poker presenti online, è quel momento in cui il giocatore, sotto pressione psicologica, perde il “passo”, perde di vista lo schema di gioco e si “butta” letteralmente alla ricerca del recupero (se è in perdita) o si “monta la testa” e sperpera i proventi accumulati (se in vincita forte). IL TILT è presente in ogni giocatore, settato a livelli diversi in base alla preparazione tecnica e al carattere ma nessuno può dirsi IMMUNE al Tilt da gioco.
    Il “cacciatore di bonus” non tilta semplicemente perché è come se non giocasse.

    Perché ho deviato dal titolo della scheda parlandovi di TILT? Perché è proprio quello che temono i bookmaker quando si imbattono in un cacciatore di bonus: è più forte del banco perché immune dal saldo ottenuto nel periodo di tempo.
    Questo, nel corso del tempo, ha steso un velo di sospetto e timore verso questa tipologia di gioco perché tanti giocatori hanno letteralmente presso a sassate i bookmaker che si sono difesi, evoluti e oggi dispongono di strumenti estremamente precisi: molti di questi ho contribuito personalmente a creare.
    Un bookmaker che vede tanti conti di gioco che hanno sfruttato il raddoppio della ricarica giocando esclusivamente in modo speculativo per poi abbandonare il sito, renderà più difficile l’ottenimento del bonus stesso: per questo, oramai, le promozioni sui siti di scommesse sportive sono diventate dei veri e propri manuali scientifici: complicati, contorti, davvero poco fruibili.

    Prepariamoci quindi ad introdurre tipologie di giocate che siano compatibili con i parametri di gestione del rischio dei bookmaker: pensiamo a importo medio, quota media, numero medio di eventi, cronologia degli eventi contenuti nella scommessa sportiva.
  16. I parametri di valutazione di un giocatore


    Quando in un passato neanche troppo remoto ho ideato Software per la gestione del rischio da proporre ai bookmaker, ho impostato dei parametri che aiutino a identificare i giocatori pericolosi per il banco. A dispetto di quello che si pensa, il bookmaker non teme tantissimo il giocatore che propone grossi importi anche se lo osserva con attenzione ma teme il giocatore “speculativo” nel senso che a breve verrò ad illustrare. Con l’introduzione del gioco LIVE anche in Italia, il numero di singole e lo scontrino medio sono aumentati notevolmente.
    Un giocatore con uno scontrino medio elevato che gioca prevalentemente il LIVE delle Scommesse Sportive non è più fumo negli occhi come in passato.
    Nel libro “Betting School” impegno oltre 30 pagine ad illustrare i comportamenti vantaggiosi per il giocatore e pessimi, di conseguenza, per il bookmaker.

    In questo contesto mi limiterò ad un paio di esempi che, mi auguro, siano rivelatori:
    il TILT di un puntatore quando è in perdita si ha con la ricerca della quota più comoda (quindi bassa) che gli dia la sensazione di andare sul sicuro: proprio perché la quota è bassa, per recuperare dovrà mettere un importo alto: il più delle volte opererà il rientro ma quando questo non dovesse accadere (più spesso di quanto sia disposto a credere) la sua perdita sarà non recuperabile dato che il limite di puntata esiste su ogni bookmaker.

    Al contrario, il BANCATORE del betting exchange, quando è in perdita cerca quote elevate con scarsa probabilità di avverarsi e quindi BANCA un importo elevato su una quota molto alta: come nel caso del puntatore, recupererà spesso ma quando dovesse pagare anche quest’ultima bancata, avrebbe concretizzato una perdita così elevata da non poter più intervenire con proprio bankroll.
    Ecco, il bookmaker TEME tantissimo coloro che si comportano in modo inverso al puntatore disperato o al bancatore affranto: il puntatore che per recuperare gioca quote più alte e quindi propone scommesse ad importi progressivi leggermente più alti di volta in volta ma con quote sempre più elevate. Sapete perché ? Perché se il puntatore si comporta in modo virtuoso, il bookmaker finisce con l’essere, inconsapevolmente, il Bancatore Affranto costretto a bancare quote sempre più alte.

    Parliamoci chiaro: qual è quel giocatore che dopo 10 scommesse perse continua imperterrito a giocare 250€ su 6 eventi a quota 150? Uno del “Club degli invincibili” !!!
    In sostanza, se dovessi settare i parametri di rischio di un bookmaker, non potrei prescindere da questi primi elementi esclusivamente riguardanti le giocate pre-match:
    NUMERO MEDIO DI EVENTI: sotto 5 alert
    QUOTA MEDIA: sotto 10 alert
    IMPORTO MEDIO: sopra 150€ alert
    PayOut su almeno 10 giocate o almeno 500 euro: sopra 90% alert

    Sono parametri semplici, non voglio tediarvi con subparametri o algoritmi che pure esistono.
    Personalmente, aprirei le giocate del “sospettato” e andrei anche a vedere se gioca eventi in sequenza e cioè che si svolgono uno dopo l’altro senza sovrapporsi.
    Generalmente, un giocatore che rimane dentro questi parametri, non viene mai messo sotto la lente d’ingrandimento.
  17. La giocata dipende dal tipo di bonus: dal paleolitico allo sbarco su Marte!


    Se è chiaro che la giocata deve rispettare determinati parametri per poter essere accettata con continuità è altrettanto vero che dovrà dipendere dal tipo di Bonus che voglio “estrarre”.
    Esistono decine di bonus che i siti di scommesse propongono ai giocatori. Esistono anche decine di incentivi forniti a cosiddetti affiliatori che si basano su uno scambio di favori: l’affiliatore procaccia giocatori al sito di scommesse che in cambio “gira” una parte dell’utile ottenuto col gioco dei players procacciati.

    Entrambi possono essere visti come bonus “estraibili”.
    In questa sezione “cacciatori di bonus” ci concentriamo sull’estrazione di bonus sull’utile prodotto dalla customer base in un determinato periodo di tempo.
    Infatti, se siamo capaci di fare questo, possiamo estrarre qualunque altro tipo di bonus: la tecnica è ridondante.
    Inevitabilmente, tagliamo la narrazione di 16 anni di storia dei bonus e dei cacciatori di bonus: per quanto prediliga l’aspetto romanzesco, devo rimandarvi alla scuola di betting per i dettagli e cominciare ad entrare nel merito.

    Ipotizzate di avere un accordo con un bookmaker che vi remunera con il 30% dell’utile prodotto sulle scommesse sportive dai giocatori che avete procacciato.
    Ora ipotizzate che l’unico giocatore procacciato siate proprio voi
    .

    A questo punto dovreste aver capito...voglio perdere 2.000€ in una settimana, recuperarli sull’exchange e prendermi il 30% del perso indietro e cioè 600€.

    Andare su Marte non è facile: dobbiamo proporre un gioco accettabile dal bookmaker, perdere le scommesse rilasciate, vincere l’equivalente sull’exchange, compensare la differenza di quota tra punta e banca e le commissioni dell’exchange.

    Ma si può fare ?
    Sì, si può fare ma a questo punto le competenze necessarie non sono più “romanzabili”.
  18. I luoghi comuni da sfatare!


    Quando divenne palese che gli arbitraggi con la ricarica scommesse non erano più fattibili, i più si arresero. Noi cominciammo uno studio mosso soprattutto da una grande passione.
    Nessuno di quelli che costituì poi il “Club degli invincibili” era mai stato un giocatore d’azzardo.
    Questo contribuì enormemente allo sviluppo di un modello più vicino ad uno schema aziendale sostenibile che non a un sistema di gioco.
    Fu chiaro sin dall’inizio un concetto: bisognava stare dalla parte del bookmaker e quindi effettuare degli arbitraggi con vincita sull’Exchange.
    Eh certo, come se fosse facile !!!
    Dietro quella che sembra un’affermazione banale e addirittura FACILE da realizzare c’è TUTTO LO SCIIBILE DEL BETTING e ci sono da sfatare almeno 10 luoghi comuni o convinzioni rivelatesi, dopo tanti anni di prove e controprove, del tutte errate.
    Il primo e forse più importante luogo comune da sfatare è l’affermazione:
    “Perdere sul bookmaker è facilissimo, che ci vuole ?”
    Perdere sul bookmaker, quando ricopriamo le nostre giocate sull’exchange (dopo vedremo come nel dettaglio) equivale a dire VINCERE SULL’EXCHANGE.
    Se quindi perdere sul bookmaker è facile vuole dire che vincere sull’exchange è facile e, invece, non è così!

    Non è facile sfatare questa falsa convinzione radicata soprattutto su giocatori di betting di vecchia data ben consci che perdere sul bookmaker è naturale perché sono anni che perdono !!!
    Beh, a questo punto il mio amico Riccardo che sovraintende alla rilettura di queste schede mi dice: “Scusa eh ma se hai detto che non è facile perdere sul bookmaker ma i giocatori perdono regolarmente, dove sta la verità ?”
    Sono vere entrambe le cose: un giocatore normale alla lunga perde ma ricoprire le giocate sull’exchange porta ad un gioco che danneggia il bookmaker e ci porta a ricaricare costantemente il conto dell’exchange.

    Abbiamo visto prima che un giocatore normale spesso si scompone cercando di recuperare giocando importi alti su quote basse oppure cerca la vincita del secolo con 2€ di puntata.
    Abbiamo visto anche che, viceversa, un giocatore che cercasse di recuperare giocando progressivamente a quote sempre più alte metterebbe il bookmaker nella condizione del BANCATORE AFFRANTO e cioè quel giocatore da exchange che per recuperare eventuali perdite andasse a bancare importi elevati su quote elevate.
    Un “cacciatore di bonus” che in buona fede cercasse di giocare costantemente 250€ su 5 eventi a quota 50 potrebbe fare grossissimi danni al bookmaker.
    Questo è un primo elemento da tenere in considerazione anche quando si vuole mantenere attivo il proprio conto sul bookmaker.

    Un altro luogo comune da sfatare è quello che porta il cacciatore alle prime armi a dire:
    “L’importante è che alla fine io abbia perso sul bookmaker !”.
    Apparentemente vero ma dimentichiamo un elemento fondamentale: ogni volta che una scommessa sul bookmaker dovesse risultare vincente io incasserei molto meno di quanto finirò a pagare sull’Exchange.
    Perché ?
    Perché le quote dell’exchange sono più alte di quelle del bookmaker e questo è tanto più vero quanto, in una scommessa su più eventi, io finisco a moltiplicare queste quote più basse tra loro. Esiste un DRIVER di fondamentale importanza per chi vuol fare questo mestiere: la quota complessiva del bookmaker deve risultare il più possibile vicina a quella composta sull’exchange.

    Eh lo so, io ve lo avevo detto che dovevate leggere anche le schede della scuola di betting.
    Non vi preoccupate, sarà più chiaro andando avanti, per ora vi basti sapere che se la mia scommessa sul bookmaker è composta da 5 eventi a quota 2, io avrò una quota finale pari a:
    2X2X2X2X2 = 32 + eventuale Bonus sulla multipla
    Se le quote dell’exchange dovessero essere:
    2,1X2,1X2,1X2,1X2,1 la quota finale sarebbe 40,84
    Sapete questo cosa significa?
    Gioco 100€ sul bookmaker e se le scommessa risultasse vincente disporrei di 100€ X 31 = 3.100€ di vincita netta o, se preferite, 3.200€ - 100€ che erano i miei (quota 32).
    Se la scommessa è risultata vincente, dall’altra parte avrei pagato quota 40,84 e quindi:
    100€ X 39,84 = 3.984
    VINCITA: 3.100 – PERDITA: 3.984 vuol dire che ho perso 884€

    Ora, vi sarà facile comprendere che l’affermazione:
    “L’importante è che alla fine io abbia perso sul bookmaker!”.
    non vale per le tasche del “cacciatore” il quale dovrà riuscire non solo a perdere sul bookmaker ma a farlo alternando scommesse vincente con scommesse perdenti IN PUNTA in modo che il Pay Out del bookmaker non lo spinga a chiuderci il conto e che le perdite sull’exchange, quando una scommessa risulta vincente sul bookmaker, siano trascurabili:
    DEVO MANTENERE UN EQUILIBRIO.
    Per farlo, devo svelarvi il segreto del “cacciatore”
  19. Il primo segreto del “cacciatore di bonus”


    L’arbitraggio in multipla alla caccia del bonus sulle perdite non è una SURE WINS.
    E’ invece un sistema evoluto che riesce ad includere l’aggio di fine periodo conferendo al modello un rendimento probabilistico enormemente più alto di quello oggettivamente riscontrabile nei sistemi di gioco senza aggio.

    L’estrazione dell’aggio è il DRIVER del Cacciatore, quello che trasforma sistemi in perdita in sistemi in vincita con un elevato (ma non certo) grado di probabilità.

    Insomma, giocare con un sistema di tecniche consolidato potendo contare su un aggio ci rende percettori positivi di reddito anche e soprattutto nel lungo periodo.
    A questo punto, però, qualunque altra considerazione sarebbe superflua senza un po’ di pratica.
    Potrei scrivervi tante altre cose, è un tema così vasto… ci conviene vederle sul CAMPO e il campo è il nostro file guida.
  20. Se potessi avere...100€ a settimana!


    Eh sì, quante volte l’ho sentita questa frase che poi, detto fra noi, dopo qualche settimana di FILE ARBITRAGGI diventa spesso “se potessi avere 500€ a settimana” e via così in una esclation di aspettative. E’ tutto molto molto bello ma ricordate che l’equilibrio tra arbitraggi e gioco è così sottile che spesso non ci si rende conto di essere “scesi” a livello gioco dal livello arbitraggi.
    Inoltre, il “club degli invincibili” ha un difetto importante: ci si sente invincibili e invece… il crack è sempre dietro l’angolo.
    Dobbiamo mantenere calma, equilibrio e ricordarci che il nostro obiettivo si costruisce passo passo e che, senza rendercene neanche conto, dopo qualche settimana avremmo accumulato somme insperate se, e solo se, avremmo saputo resistere alle tentazioni.
    No, no lo so, voi no non siete parte in causa, sono io che non vi conosco… in fondo ho solo 16 anni di esperienza…FIDATEVI, SIETE TUTTI CANDIDATI AL GIOCO SERIALE e se non volete correre seriamente il rischio, FERMATEVI ALLA SCHEDA 21 perché dopo la presentazione del file, difficilmente resisterete ad andare avanti e, a quel punto, o diventate “cacciatori di bonus” veri o rischiate di perdere tempo e, quasi certamente, soldi.
  21. Il file arbitraggi. Vivisezione Parte 1: i parametri di base.


    Scarica il file arbitraggi. E’ “solo” un file Excel ma racchiude sinteticamente tutta l’esperienza di questi anni.
    Vi dico subito che le formule e lo schema non sono poi tanto complessi mentre decisamente complesso potrebbe risultarvi il sottostante: per utilizzare al meglio questa tecnica bisogna conoscerne molte altre che nel file non sono descritte ma che servono per farlo funzionare.
    Una cosa per volta, però.
    Ora che avete il file, vivisezioniamolo pezzo per pezzo.

    Aggio Periodico Comm.ne Exchange
    ESTRATTO CONC. -€ 800,00 30,00% 97%
    Le prime informazioni da inserire sono: l’aggio periodico che abbiamo dal bookmaker.
    Nel caso specifico, abbiamo il 30% settimanale di protezione sulle perdite.
    Sorvoliamo per comodità sul tipo di gioco che dobbiamo realizzare per ottenerlo dandolo, per il momento, come “libero”.
    La seconda informazione è la commissione che paghiamo sull’exchange o, se preferite, quanto ci rimane delle vincite che realizzeremo sul sito di exchange. Nel caso specifico, con una commissione media del 3% scriviamo 100% - 3% = 97%
    Avremo indietro il 97% dell’importo vinto.
    La dizione “estratto conc. -800” indica al file che stiamo perdendo sul bookmaker perché solo in quel caso otterremo indietro il 30% dell’importo perso. Se l’estratto conto fosse con segno positivo nel periodo in oggetto, per esempio fosse +250€, il file non calcolerebbe il 30% di aggio sulla giocata.
    Ecco che spunta il primo vincolo: se punto a prendere la protezione sulle perdite, corro il rischio di “incappare” in una scommessa vincente sul bookmaker verso la fine del periodo di rendicontazione. Questo sarebbe un problema perché vanificheremmo tutto il lavoro fatto precedentemente. Fermiamoci qui, per ora perché è uno degli elementi analizzati e messi a sistema e non sarà certo questo a frenarci.
    Come vi ho sempre onestamente scritto, questa non è una SURE WINS ma un sistema di tecniche (e anche una filosofia) che può contare su una matematica favorevole a differenza del gioco semplice operato su un bookmaker.

    E’ chiaro che ogni singolo elemento del file che ora vi illustrerò, richiederà in seguito un approfondimento.

    Vediamo perché:



    Questa parte del file presuppone che abbiamo rilasciato la nostra SCOMMESSA SUL BOOKMAKER. E’ evidente che successivamente analizzeremo meglio la tecnica per scegliere gli eventi, ci divertiremo (e molto) con i segni “favorevoli”, quelli con quota in discesa nel live e opereremo delle scelte consapevoli. Per il momento, ci serve soltanto capire il funzionamento del file.
    100€ è l’importo della nostra Giocata e 1.821,16 è l’importo di vincita lorda riportato sullo scontrino del bookmaker. E’ ora chiaro il significato della cella che riporta il numero 1.721,16€ e cioè l’importo che vinceremo sul bookmaker al netto dei nostri soldi e quindi: 1.821,16 – i nostri 100€ giocati. 18,21 è la quota complessiva sviluppata dalla nostra giocata.

    Bonus 0,00%

    Nella sezione più a destra, inserisco la % di bonus concessa dal bookmaker sulla singola giocata: sappiamo che, generalmente, da 5 eventi in su ci viene concesso un bonus che parte dal 5% a salire man mano che aggiungiamo eventi. In questo caso, trattandosi di una cinquina, possiamo scrivere 5% ed il file ci calcola il Bonus in valore assoluto:

    Bonus 5,00%

    91,06

    A questo punto, si aggiorna anche lo scontrino del bookmaker con l’aggiunta del bonus:



    A questo punto abbiamo dato al nostro file il primo elemento di valutazione e cioè la nostra giocata sul bookmaker, ripeto, a prescindere dalla logica di come scegliere gli eventi che vedremo successivamente.



    E’ sempre importante avere la situazione sotto stretto controllo e per questo farò la fatica di riportarmi anche DATA E ORA di ogni partita, la descrizione dell’evento e la quota precisa di punta sul bookmaker.
  22. Il file arbitraggi. Vivisezione Parte 2: la quota dell’Exchange

    Ora che ho inserito la parte relativa alla mia puntata sul bookmaker devo occuparmi di quella relativa alle quote di banca sull’exchange.
    Una delle caratteristiche dell’exchange è che il livello della quota e soprattutto la possibilità di accettare una puntata da un avversario (quindi bancare) dipende dai volumi di gioco.
    Tanto più un evento è distante nel tempo tanto meno sarà indicativa la quota di banca.
    Sostanzialmente, siamo in grado di determinare approssimativamente la quota di banca delle partite più imminenti.
    Ne segue che nella colonna Quote Banco (QBanco) la mia sarà una stima soprattutto per quegli eventi che non sono imminenti.



    Il successo del nostro arbitraggio dipende molto dal minor scostamento tra quote in punta (generalmente inferiori) e le quote stimate in banca (generalmente superiori).
    Come vedete, la quota complessiva in punta è pari a 18,21 e quella stimata in banca è 20,60.
    Tutte le tecniche e tutte le accortezze nel file arbitraggi sono finalizzate a far convergere questi due dati e quindi le due quote verso il sostanziale pareggio: quota punta totale – quota banca totale deve tendere verso zero.

    A questo punto una precisazione è d’obbligo.
    La quota è una probabilità: infatti (1/q= % probabilità)
    Ogni segno di un evento è espresso sotto forma di quota che vorrebbe rappresentare la probabilità stimata che ha di concretizzarsi.
    In un mondo perfetto e con riguardo ad una monetina, la quota che esca TESTA sarebbe 2 tanto quanto dell’uscita di CROCE.
    Quote Segno Testa o Croce: TESTA 2 // CROCE 2
    Potremmo anche dire che Testa ha il 50% di probabilità di uscire (1/2) così come Croce.

    Questo esempio introduce il concetto di allibramento: quando la somma delle probabilità di un evento (che sia testa o croce o 1X2 o Under/Over 2.5) fa 100% siamo in presenza di un allibramento al 100%. E’ il momento dell’onestà: una partita può finire 1, X o 2 e questo è CERTO a meno che non venga sospesa o posticipata.
    Questo significa che la somma delle probabilità dovrebbe fare 100.
    Purtroppo, nel mondo reale non è così perché il bookmaker allibra sopra il 100%: sostanzialmente ci sta dicendo che la probabilità che in una partita esca o il segno 1 o il segno X o il segno 2 è del 105% !!!
    Insomma, con un po’ di ironia potremmo dire che il bookmaker è più che certo… ovviamente questo è dovuto al fatto che aumentando la probabilità che un evento esca realmente si ABBASSA LA QUOTA pagata allo scommettitore.
    Nel caso di TESTA O CROCE, se il bookmaker allibrasse al 110% avremmo questa situazione:
    TESTA 55% = 1/55% = 1,82
    CROCE 55% = 1/55% = 1,82

    Le quote dell’exchange e del bookmaker sono diverse per questa ragione: l’exchange allibra appena sotto 100%, il bookmaker sempre sopra il 100%.
    Senza dilungarmi troppo sull’allibramento, vi faccio un esempio che invece ci tornerà utile nella scelta degli eventi “compatibili” tra bookmaker ed exchange:



    La quota dipende dalla probabilità che si assegna ad un evento di realizzarsi (1/probabilità) e dall’allibramento.
    Un bookmaker che allibri al 108% l’under/over 2.5 ci proporrà l’under a 1,75 e l’over a 1,95.
    Disallibrando la quota e cioè togliendo l’8% di margine che si tiene il bookmaker, dovremmo avere 1,90 per l’under e 2,11 per l’over.
    Come vedete, la distanza tra le quote del bookmaker e quella dell’exchange, con un allibramento al 108% è realmente molto alta: questo accade quando la probabilità stimata dai due è identica e la quota cambia solo in relazione all’allibramento imposto dal bookmaker.
    E’ quindi necessario che l’idea sulla probabilità del realizzarsi di un evento tra bookmaker ed exchange sia diversa in modo da poter trovare quote più vicine che compensino il diverso allibramento.
    Vediamo quest’altro esempio:



    In questo caso, il bookmaker propone 1,85 per l’under e 1,85 per l’over, le ritiene quindi meritevoli di pari probabilità di realizzarsi.
    Il mercato libero che si determina sull’exchange dall’incontro tra domanda (punta) e offerta (banca) ritiene invece più probabile l’under (1,90) rispetto all’over (2,10) seppure allibrati al 100%. Ecco che la distanza tra bookmaker ed exchange si è ridotta a 0,05 punti cioè
    1,90 – 1,85 = 0,05
    Il “cacciatore di bonus” deve necessariamente cercare quote cosiddette COMPATIBILI tra bookmaker ed exchange.

    La scelte degli eventi in punta è condizionata fortissimamente dalla quota dell’exchange. Il nostro modello può contenere la differenza di quota ma non oltre un certo livello.
    In tutto questo, dobbiamo sempre ricordarci che le quote dell’exchange su eventi più lontani nel tempo sono da stimare perché non si è ancora formato un mercato tale da determinare quote certe con volumi tali da consentirci una bancata.
  23. Il file arbitraggi. Vivisezione Parte 3: responsabilità e volumi!


    Prima di entrare nel funzionamento del file, giova ricordare che l’exchange ci consente di fare una bancata limitatamente ai volumi offerti per quel livello di quota da altri giocatori.
    Quando un giocatore vuole puntare il segno 1 dell’Inter a 2,52 e vuole metterci 100€, noi ci troveremo 100€ disponibili per bancare a 2,52.
    Più facilmente, troveremo puntatori furbetti che vorrebbero puntare il segno 1 dell’Inter a 2,60 e propongono 1.000€. L’exchange è un mercato e anche noi possiamo provare a proporre la stessa bancata ma a quota 2,48. In quel caso, il puntatore vedrà disponibili i nostri 100€ a 2,48 e se vorrà, potrà prendersi una puntata sul segno 1 dell’Inter a 2,48 anche se avrebbe preferito puntare a 2,52 !!!
    Alla fine, però, per chiudere il nostro file dovete BANCARE e per farlo dovete trovare i volumi su quella quota.
    Ricordiamoci sempre che in quanto “cacciatori di bonus” noi spacchettiamo la puntata operata sul bookmaker andandola a ribancare, progressivamente, sull’exchange.
    Ovviamente, le bancheremo tutte solo nel caso in cui TUTTI gli eventi puntati dovessero risultare vincenti. Viceversa, ci fermiano ogni qual volta uno degli eventi puntati nella scommessa rilasciata al bookmaker dovesse “saltare” e cioè dovesse risultare perdente in punta e, quindi, vincente in banca. Nella prossima scheda entreremo nel cuore del modello ma, per ora, appuntatevi questo concetto che è FONDAMENTALE: per seguire sull’exchange una puntata fatta sul bookmaker dobbiamo disporre di sufficiente denaro sull’exchange.
    La più grande differenza tra la PUNTA e la BANCA è che in punta il nostro Bankroll viene parzializzato con le puntate che decidiamo di fare: se disponiamo di 1.000€, possiamo parzializzare in 10 giocate da 100€ o 20 da 50€ e così via.
    Sull’exchange, se la scommessa operata sul bookmaker mostra una vincita potenziale di 5.000€ meno l’importo giocato (quindi 5.000-100=4.900), sull’exchange dobbiamo avere almeno 4.900€. L’importo che garantiamo al nostro avversario sull’exchange in caso di perdita della bancata, si chiama RESPONSABILITA’. Di fatto, da un lato siamo “giocatori” sul bookmaker e dall’altro siamo il “bookmaker” sull’exchange.
  24. Il file arbitraggi. Diventiamo Bookmaker!!!


    Riprendiamo in mano il File.



    Guardate ora la colonna IMP.BNC che sta per Importo da Bancare.
    La nostra scommessa sul bookmaker prevede 5 eventi che devono realizzarsi tutti affinchè questa risulti vincente.
    Sull’exchange, però, possiamo e dobbiamo bancarne una per volta (in realtà con tecniche più evolute di questa ciò non è vero ma per ora rimaniamo sul semplice).
    Il file ci dice che dobbiamo bancare 96,80€ di Inter-Juventus segno 1.
    Fermiamoci a questa partita: se l’Inter non dovesse vincere, la nostra scommessa sul bookmaker sarebbe persa.
    A questo punto, devo scrivere Bookmaker -100€.
    Dall’altra parte, ho vinto 96,80€ meno la commissione sul vinto che abbiamo ipotizzato al 3%.
    Nella colonna “ESITO” il file ci indica che siamo usciti dal modello con un risultato positivo di 23,90€
    Questo avviene perché sul perso il nostro bookmaker ci riconosce il 30% indietro come Bonus.
    Se tuttavia l’Inter dovesse vincere, noi avremmo già perso, CERTAMENTE, 145,20€ che trovate nella colona PRD BNC che sta per PERDITA SULL’EXCHANGE.
    Non ho ancora vinto sul bookmaker ma ho già perso 145,20€.
    Sulla partita successiva: Atalanta-Fiorentina Segno X dovrò bancare 239,11€ a 3,35.
    A questo punto, qualora Atalanta-Fiorentina non dovesse terminare con il segno X, la colonna Esito mi dà ancora una vincita di 16,74€.
    Se tuttavia Atalanta e Fiorentina pareggiassero ?
    Ebbene, perderei 561,91€ con questo evento (RESPONSABILITA’ sul singolo evento) con una PERDITA CUMULATA di 707,11€ che vedete sulla colonna PRD Cum.che sta proprio per PERDITA CUMULATA. E’ la somma del primo pagamento di 145,20€ e dell’ultimo che è 561,91€.
    A questo punto, sono esposto per 707,11€ sull’exchange e ancora non ho vinto sul bookmaker.
    Continuerò questa operazione finchè non si interromperà la sequenza di eventi indovinati sul bookmaker e pagati sul betting exchange.
    Se dovessi pagarle tutte e quindi se vincessi sul bookmaker, il risultato del mio modello sarebbe quello indicato dalla cella sotto DELTA che, sul file, indica -182,82€ e quindi sarei in perdita considerando l’incasso della vincita sul bookmaker (al netto dell’importo giocato) e la perdita cumulata sul bookmaker.
    Mi è piaciuto portarvi un esempio negativo perché questo mi dà modo di ricordarvi 2 concetti importanti:
    il nostro modello non è una SURE WINS
    Non basta avere un file per esercitarlo in modo vincente.
    Esistono una serie di meccanismi di correzione che possono LETTERALMENTE APRIRVI UN MONDO e consentirmi di affermare che l’esercizio di tecniche all’interno di questo semplice modello di gioco può fornirci una chiave di lettura completamente diversa.
    Per ora, in questa scheda, volevo trasmettervi l’idea che non stiamo solo giocando ma stiamo anche esercitandoci da mini bookmaker: noi spacchettiamo la giocata del bookmaker e, al suo interno, possiamo muoverci con tecniche talvolta anche molto molto molto evolute.
    Sta qui il segreto di questo modello.
  25. Il file arbitraggi. La manovella dei miracoli!


    C’è sul file una colonna che ho chiamato “Parametro” ma, se preferite, potete rinominarla “MANOVELLA”.
    Attualmente l’intera colonna è impostata su 100%.
    Al 100% il file non fa altro che indicarci il livello di bancata idoneo per le quote di punta e di banca rilevate per quello specifico evento: Inter-Juventus 1, per fare un esempio.
    Proviamo a giocare con la manovella.
    Se andate sul file e nella cella N7 mettete 75% cosa accade?
    Accade che la cella G6 che indica il DELTA FINALE se la scommessa sul bookmaker dovesse risultare vincente, segna ora un più confortante +135,83€.

    Bello no ?
    No, perché ora la cella L8 ESITO ci dice che se l’Inter non vincesse la partita noi avremmo guadagnato “soltanto” 0,42€ anche considerando il 30% di restituzione del bookmaker sui 100€ giocati.
    E allora ? E allora è importante cominciare a familiarizzare con un concetto fondamentale per il “cacciatore di bonus”:
    IPOTIZZARE LA POSIZIONE DI USCITA DAL FILE.
    Qualora fossimo convinti che il segno destinato a farci perdere la scommessa sul bookmaker sia proprio INTER segno 1 non dovremmo abbassare troppo la manovella con le percentuali perché ci condanneremmo a guadagnare molto poco.
    Premesso che questo è solo un esercizio per spiegare il file e non la tecnica finale, facciamo insieme questo esercizio, ipotizziamo le posizioni di uscita e teniamo presente la regola:

    Se penso che quella sia la posizione di uscita devo girare la manovella sopra il 100%
    Se non penso che quella sia la posizione di uscita devo girare la manovella sotto il 100%

    Il motivo è intuibile: perché incassare di meno sull’exchange se penso che sia proprio quella la partita che mi farà uscire dal modello?
    Viceversa, perché bancare di più e quindi pagare di più se penso che quell’evento uscirà e quindi io lo pagherò sull’exchange.
    In tutte queste considerazioni, la nostra GUIDA, il nostro FARO deve essere IL DELTA e cioè gli incrementi o i decrementi del risultato netto qualora la scommessa sul bookmaker risultasse vincente. Questo dato mi serve solo in questo caso?
    NOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
    Un DELTA fortemente positivo in corso di svolgimento del file può essere utilizzato a nostro vantaggio ben prima della chiusura della Scommessa. Questo è uno dei primi VERI segreti del “cacciatore di bonus”.

    Lasciatemi per ora fare un esempio comodo, non lo faccio per me o, meglio, per avere ragione ma lo faccio per voi per illustrarvi alcuni meccanismi che vi torneranno utili in altri frangenti.



    Ho giocato con le “manovelle”. Ho ipotizzato che l’INTER vincerà con la Juventus e che l’Atalanta pareggerà con la Fiorentina.
    Ovviamente, non la penso minimamente cosìma ho bisogno di giocare col file.
    Come vedete, ho messo Parametro = 80% per l’Inter e Parametro = 81% per l’Atalanta.
    Sui 3 Under 3.5 che seguono ho invece messo 200%, 225% e 225%.
    Ora, la mia sequenza di esiti nel caso in cui uno degli eventi dovesse saltare e rendere la scommessa sul bookmaker perdente, sarebbe:



    Il mio DELTA, nel caso in cui dovessero essere tutti vincenti (e quindi perdenti sull’Exchange) è diventato positivo di 21,79€

    STIAMO SPOSTANDO IL NOSTRO PRONOSTICO ALL’INTERNO DI UNA MATRICE:
    l’esito del nostro modello dipenderà dalla posizione di uscita quella che, per intenderci, troviamo nella COLONNA G: Esito Ko oppure OK.
    Se l’Ok uscisse in posizione 4 e cioè su Flamengo-Bahia Under 3.5 avrei un risultato positivo di 98,82€
  26. Il file arbitraggi. Le tecniche interne al modello


    Non è una Sure Wins…e allora ? Non ci serve una Sure Wins: ci serve un modello che SFRUTTI AL MASSIMO IL BONUS del bookmaker per esercitare alcune tecniche che, proprio grazie al bonus, hanno un rendimento positivo nel medio lungo periodo.
    Intendiamoci, lo hanno anche nel breve ma nel breve possiamo anche registrare delle perdite, inevitabilmente.
    Questo sa e di questo è consapevole il “cacciatore di bonus” e per questo è invincibile.

    In questa e nelle prossime schede accennerò a quelle che sono le principali tecniche lasciando sempre alla vostra fantasia e al vostro esercizio la scoperta di tutte le varianti.

    Dovremmo aver capito che alcune tecniche sono interne al singolo modello e cioè all’apertura e alla chiusura di una scommessa effettuata sul bookmaker grazie al file: prova ne è il settaggio delle manovelle in base alla posizione stimata d’uscita.
    Altre, sono legate all’esercizio di più giocate (e quindi all’apertura e chiusura di più file): una di queste è la tecnica DEL MOLTIPLICATORE.
    In realtà non è una tecnica ma una considerazione banale che tuttavia nel file assume un significato diverso.
    Andate alla cella C5 dove trovate scritto 1.
    Nella cella B5 il testo dice: “Moltiplicatore: evento non ricoperto.
    Se aggiungessi al mio file precedente, quello con le manovelle tutte al 100% un evento a quota 1,30 che non bancherò sull’exchange in quanto sono coinvinto che sia vincente.
    Ebbene, ora il mio delta è di 391,39€ !!!
    Gioco 100€ a 1,30 (e li rischio) per ritrovarmi 391,39€ se la scommessa risultasse vincente.
    Nel frattempo, se non lo fosse ne uscirei senza perdite perché la colonna L “ESITO” mi dice che non perdo quasi nulla.
    Settiamolo insieme:



    Se il mio evento non bancato a 1,30 dovesse saltare, dovesse tradirmi perderei 100€ - i 30€ di bonus restituiti dal bookmaker.
    Se dovesse risultare vincente, avrei 345,57€ nel caso l’intera scommessa sul bookmaker dovesse risultare vincente e un ESITO comunque non inferiore a zero nel caso in cui uno degli eventi, dopo l’evento moltiplicatore, dovesse saltare.
    Se giocassi su un bookmaker cifre enormi a 1,30 per prendermi il 30% in caso di perdita, MI CACCEREBBE dopo 10 giocate.
    In realtà, noi stiamo giocando una sestina con il primo evento a 1,30.
    Quanti uffici rischio vi fermerebbero ? E perché poi dovrebbero farlo?
    Più avanti lo approfondiremo, qui ci è utile dire che su un numero elevato di scommesse questo modello ci sta offrendo molto di più di una SURE WINS.

    Attenzione però, qui non siamo al paleolitico come era nel 2003 con la ricariche scommesse ma trattasi comunque di MEDIOEVO.
    In effetti, io non voglio guadagnare 345,57€ se la scommessa risultasse vincente perché se risultasse vincente non riuscirei più a prendere il mio 30% sulle perdite del bookmaker e, poi, ho detto che voglio stare dalla parte del bookmaker.
    E allora?
    E allora per arrivare almeno al periodo della RIVOLUZIONE INDUSTRIALE devo imparare a SPENDERE IL DELTA.
    Il nostro DELTA di 345,57 € può trasformarsi in un ESITO di colonna L molto più alto.

    IL DELTA si riduce più che proporzionalmente quando sovrabanco (parametro/manovella >100%) quote sopra 2,00 e si riduce meno che proporzionalmente quando sovrabanco a quote sotto 2,00: ma rispetto a che ? All’importo di banca ovviamente.
    Vabbè vabbè ho capito… vediamolo.



    Con DELTA a 108,75€

    Beh, adesso però vogliamo prendere la quota a 1,30 senza bancarla, poi vorremmo che uscisse Inter 1 e Atalanta X e poi che saltasse uno dei 3 Under 3.5.
    Qualcuno potrebbe pensare che vogliamo troppo!!!
    Intanto, rispondiamogli che questo esercizio ci ha svelato dei trucchi del mestiere non proprio banali e poi che il nostro intento è espresso in un ARCO DI TEMPO e non sulla singola giocata.
    Ricordate ? L’errore più grande è puntare tanto a quota bassa o bancare tanto a quota alta.
    Se il Bonus del Bookmaker messo nel file in modo intelligente ci protegge SEMPRE allora sarò facilitato a cercare BANCATE VINCENTI A QUOTE BASSE.
    Inoltre, il MOLTIPLICATORE E LE MANOVELLE per MONETIZZARE MEGLIO IL DELTA sono quello che ci porta appena più in là della RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.
    Ancora c’è da vedere come si arriva all’epoca del digitale.
  27. Il file arbitraggi. Il concetto di “quota psicologica”


    La protezione offerta dal file e derivante dal corretto utilizzo del bonus concesso dal bookmaker, mi consente di operare delle mini operazioni live a costo quasi zero con effetti sul nostro DELTA del tutto inaspettati e positivi.
    Come molti di voi sanno, alcuni segni del calcio hanno la tendenza a scendere di quota quando la partita inizia e il gol non arriva nei primi minuti del primo tempo.
    Questi segni non hanno solo questa caratteristica e approfondendo vogliamo vedere come, grazie a questi, possiamo migliorare il rendimento del nostro modello con un rischio molto modesto (ma pur sempre con un rischio).



    Ipotizziamo di aver fatto questa giocata sul bookmaker.
    Ho preso il mio evento moltiplicatore a quota 1,30 ed ora mi accingo a bancare l’Under 3.5 di Inter-Juventus. Il mio rischio, per ora, è quello di perdere la giocata sul bookmaker senza aver ribancato. Il mio rischio è pari a 70€ e cioè 100€ meno i 30 di bonus sulle perdite.
    Lo dichiaro prima:
    quello che voglio far vedere è che piccole operazione di trading si traducono in grandi incrementi positivi del nostro DELTA.
    La possibilità di monetizzare questo DELTA così costruito dipenderà da quale quota scegliamo per uscire dal nostro modello.

    Torniamo all’errore del puntatore e del bancatore: quando c’è la necessità di recuperare, il primo aumenta gli importi di giocata su eventi con quota sempre più bassa e il secondo aumenta gli importi di bancata su quote sempre più alte.
    Invece, il criterio da seguire è esattamente l’opposto.
    Parimenti vale per il nostro modello dove, però, giochiamo con la copertura del bonus che dobbiamo massimizzare.
    Se lavoriamo ad un incremente del DELTA allora dobbiamo anche immaginare di SCARICARLO su quote basse.
    Il vantaggio di giocare con la copertura del bonus è quello di poterci consentire di rischiare la sovra bancata (manovella sopra il 100%) a quote relativamente basse.
    Quando questo riesce, usciamo dal modello con risultati stratosferici rispetto all’importo puntato.
    Non riesce spesso, anzi è raro ma…ricordate 2 cose che sono la Bibbia del “Cacciatore di Bonus”:

    “non è così raro come l’immaginario del giocatore pensa” = concetto di QUOTA PSICOLOGICA
    “quando non riesce, esco comunque con un risultato accettabile” = sfruttamento del Bonus

    Il concetto di QUOTA PSICOLOGICA meriterebbe una trattazione a parte.
    Per quello che ci interessa ora è sufficiente sapere che “alcuni eventi” vengono sopravvalutati o sottovalutati dall’intero mercato.
    Sostanzialmente, una probabilità sopravvalutata si presenterà sul bookmaker o sull’exchange con una quota più bassa rispetto a quella che è la realtà.
    Viceversa, una probabilità sottovalutata si presenterà con una quota più alta sia sul bookmaker sia sull’exchange.
    Chi decide che una quota è sbagliata?
    Semplice, anni e anni di studi e approfondimenti sul trading di borsa e, da ora, anche sulle scommesse sportive.
    Utilizziamo il termine sbagliata in modo improprio, una quota non sempre esprime la reale probabilità che un evento accada ma ESPRIME la valutazione che il mercato fa di quella probabilità.
    Cosa accade: se la Juventus gioca in casa son la SPAL alla prima di campionato, sarà una delle partite che la massa dei giocatori metterà all’interno delle proprie scommesse in multipla sul bookmaker.
    Come detto, i giocatori “della domenica” prendono le quote più basse o la partite con le squadre più conosciute e FANNO TUTTI lo stesso ragionamento che, ATTENZIONE, è anche esatto e cioè la JUVE E’ PIU’ FORTE DELLA SPAL ! Il problema è che la concentrazione di gioco sul segno 1 della Juve porta a stimare una probabilità di vincita ancora più alta rispetto alla realtà e quindi ad abbassare la quota oltremisura.
    Immaginate di entrare in una stanza dove tutti sono convinti che entro mezzora pioverà.
    Siete arrivati senza ombrello e pagherete certamente qualcosa in più per averlo anche se ancora non è piovuto!!!
    Quando la QUOTA del segno 1 della Juve scende per via di questo effetto, i segni X e 2 salgono perché il bookmaker vuole mantenere lo stesso allibramento.
    Posso assicurarvi che i professionisti del betting non puntano il segno 1 della Juventus: o la lasciano fuori dallo loro scommesse oppure vanno con il segno X o il segno 2.
    Un modello di gioco NON SI CHIUDE con la singola scommessa ma SI CHIUDE IN UN ARCO DI TEMPO fatto di tante scommesse.
    E’ questo che differenzia il giocatore dal professionista e dal “cacciatore di bonus” che è un professionista del BONUS.
    Adesso vi faccio un ultimo esempio prima di introdurre il LIVE nel nostro modello:
    siete di fronte a 3 segni UNDER 3.5 sotto quota 1,30.



    Il bookmaker ci propone la quota 1,30 per tutte e 3 le partite mentre l’Over 3.5 ce lo propone a 3,35. L’allibramento del segno è circa al 7% come vedete nella colonna “Allibramento” (1/quota under + 1/quota over). La quota complessiva della nostra ipotetica scommessa sul bookmaker è di 2,197 che corrisponde al 45,52% di probabilità di realizzarsi (1/2,197)

    Adesso ragionate da professionisti.
    Se l’allibramento è 1,068 ciò significa che il bookmaker ha sopravvalutato la probabilità di realizzarsi del nostro segno Under di circa il 7%.
    La quota disallibrata, si ottiene moltiplicando 1,30 * 1,068.

    In realtà, dovrei puntare così:



    La quota che rispecchia le probabilità del realizzarsi dell’evento Under 3.5, depurata del margine del bookmaker, dovrebbe essere 1,39.
    In questo modo, la mia giocata dovrebbe essere pagata 2,67 e la probabilità del suo realizzarsi dovrebbe essere del 37,39%.

    La gran parte delle persone cui sottopongo la giocata con i 3 under 3.5 ritiene ALTAMENTE PROBABILE CHE SI REALIZZI soprattutto quando la quota viene proposta dal bookmaker a 1,30.

    E’ la ragione per cui il bancatore ha PAURA a bancare i 3 segni in progressione perché ha paura di pagarli tutti.
    Tuttavia, se analizziamo in modo neutro la probabilità reale che 3 segni under 3.5 quotati a 1,30 dal bookmaker e valutati 1,39 senza allibramento si realizzi è del 37,39% !!!

    Per questa ragione, quando DIVENTO “CACCIATORE DI BONUS” cerco di elevare il DELTA e poi vado a scaricarlo su 3 quote basse distribuendolo. E’ così che ottengo risultati straordinari dal modello rischiando realmente poco e armandomi di grande pazienza.
  28. Il file arbitraggi. La GESTIONE del DELTA e lo “scarico” intelligente





    A questo punto dovrebbe essere chiaro che utilizziamo una serie di tecniche per elevare il DELTA e cioè l’esito finale della giocata qualora dovesse nostro malgrado risultare vincente sul bookmaker.
    Lo facciamo correndo il minor rischio possibile e quindi utilizzando il bonus per effettuare i nostri aggiustamenti e poi dobbiamo “spenderlo” sulle quote basse in modo da moltiplicarlo.
    Di nuovo, le manovelle dei miracoli vanno utilizzate nel modo più intelligente possibile seguendo la filosofia del “cacciatore di bonus” che opera nel modo opposto a come si comporta il giocatore della domenica: - BANCA A QUOTE BASSE
    - RAGIONA SU UN PERIODO DI TEMPO che non è la singola giocata

    Banca a quote basse è riferito alla quota a cui va scaricato il DELTA accumulato.
  29. FINE DELLA PREMESSA. Siamo ora all’ABC del “Cacciatore di Bonus”


    • Una giocata effettuata sul bookmaker rispettando determinati criteri può essere vivisezionata e replicata sul sito di exchange
    • Se il bookmaker riconosce un bonus su un comportamento di gioco, possiamo catturarlo
    • Il Bonus specifico di protezione sulle perdite analizzato può essere catturato
    • Dobbiamo creare una scommessa che venga vissuta dal bookmaker come “normale”
    • Possiamo operare con tecniche come “il moltiplicatore” e il “Live” per allineare la quota bookmaker (generalmente più bassa) con la quota stimata exchange (generalmente più alta)
    • Il rendimento del nostro modello dipende dal PUNTO DI USCITA e cioè da quell’evento contenuto nella nostra scommessa che dovesse saltare e cioè risultare perdente sul bookmaker e vincente sul sito di exchange
    • L’incremento del DELTA va scaricato su quote basse essendo consapevoli che quello che “appare” come improbabile lo è molto meno se disallibriamo la quota del bookmaker e ragioniamo su un periodo di tempo più lungo della singola giocata


    Con queste semplici nozioni non siamo altro che giunti all’ABC del percorso che ci porta a diventare “cacciatori di bonus”.
    Esiste un elemento che non è possibile significare sulle schede e cioè: L’ESPERIENZA che potete fare solo esercitando il modello.
    Esistono accortezze, tecniche e una serie di livelli crescenti di rischio che migliorano il rendimento e che sono contenuti nelle schede successive.
    Il MODELLO NON E’ UNA SURE WINS, contiene elementi di rischio mitigati e spesso annullati dal BONUS concesso ma a patto di utilizzarlo nel modo corretto.
    Nessun sistema di gioco sul bookmaker può garantirvi una vincita nel medio lungo periodo e nessuno può immaginare di vivere giocando alle scommesse sportive.
    In questa SEZIONE provo a trasferirvi TECNICHE E MODELLI per sfruttare al meglio i BONUS concessi dai bookmaker che invece esistono e sono più che reali.
    Inserendo i Bonus nel modello di gioco miglioro enormemente i rendimenti e posso traguardare un utile nel medio lungo periodo.

    L’obiettivo è rimanere sul bookmaker con reciproca soddisfazione e prendermi i bonus vincendo sull’exchange.
    Per vincere da qualche parte devo cambiare filosofia: non essere GIOCATORE ma “cacciatore di Bonus” e quindi ragionare sul medio lungo periodo: non puntare a quota o non bancare a quota alta per recuperare ma fare esattamente l’opposto sapendo che, da “cacciatore di bonus”, quando perdo in realtà o non perdo o perdo poco.
    Supero quindi i TILT tipici dei giocatori: gioco con una griglia psicologica che mi sostiene.